giovedì 20 ottobre 2011

clima alluvionale


Mi sono svegliata alle 6 con un clima alluvionale su Roma, con i tuoni e con i lampi.
Mi sono girata dall'altra parte e mi sono riaddormentata.

Ecco, vorrei poter scrollare le spalle così anche davanti ai problemi della vita e del lavoro.
Sarà per questo che invece soffro sempre di doloretti alla schiena, forse perché le spalle non le scrollo mai?

Del resto.

Se tra web, stampa e telegiornale, si respira da mesi un clima alluvionale, come si fa a scrollare le spalle?

venerdì 12 agosto 2011

delusione d'amore VS scrittura



Ma io una volta lo vorrei chiedere proprio a tutte le persone che mi capitano a tiro: come fate a lavorare, mangiare, respirare, fare tutte quelle cose che fanno parte della nostra quotidianità quando il cuore PESA PESA PESA per amore?

Non so quali risposte potrei trovare, ma forse qualcosa che possa modificare la mia faccia attonita, con un grande punto interrogativo stampato in fronte, quando si parla di amore e sofferenza.

Insomma, è ovvio, a me è capitato, altrimenti non sarei qui a scriverne.

Uscivo dolorante (più o meno come tutti) da una storia e dopo 6 mesi, una mattina qualunque davanti al computer con msn aperto,  il mio ex mi informa che sta per diventare papà.
Da tre mesi sa che sta per diventare papà.

giovedì 11 agosto 2011

AAA immaginaria casa editrice cerca freelance per innovativo progetto editoriale


È arrivata una lettera.
Da una grande grande casa editrice.
Mi fermo un attimo prima di aprirla, sapendo già che si tratterà di normale amministrazione tipo "Abbiamo cambiato indirizzo per le fatture", ""Ci avvisi tempestivamente del suo cambio di residenza", ecc.
Ma poi decido di non aprirla. Chiudo gli occhi salendo le scale e immagino.

Gent. ma signorina XXX,
la presente per comunicarle che il suo lavoro considerato dalle nostre redattrici sufficiente e idoneo per la pubblicazione, ad una seconda lettura (avvenuta ai piani altissimi e dirigenziali) sembra... Eccellente!
Per il suddetto motivo la invitiamo a presentarsi nella nostra sede IL-PRIMA-POSSIBILE per un progetto editoriale basato sulle sue straordinarie  fuori dal comune strepitose innovative idee.
Cordiali saluti,

XXXX

Apro gli occhi.
Tocco la carta ruvida della busta e la lascio lì.
Per la prima volta non mi scaravento bulimica su una missiva (cartaceo, mail, o altro che sia) per scoprirne il contenuto.

Perché, in fondo, in questa placida metà d'agosto, non chiedo altro che farmi cullare un po' dai miei sogni.

mercoledì 10 agosto 2011

basta poco. basta rallentare


Attenzione! Sto dicendo la più grande banalità di tutte. O forse no.

Che basta rallentare per godere di più della vita.
Per far espandere i pensieri.

E, nel mio caso:

- per ricominciare a leggere Seneca (lettura interrotta più o meno a metà liceo... ma perché?)
- organizzare pranzetti a Trastevere in un'affascinante Roma deserta
- riprogrammare la mia vita, il mio lavoro, il mio guardaroba e poi... lasciare tutto (quasi) come prima ma con il sorriso in faccia
- pensare, pensare, pensare... e non pensare più che a volte è meglio non pensare.

Insomma, capito?

Basta poco, basta così poco... per capire quanto un inverno di doveri possa e debba lasciare spazio ad una dolce e delicata primavera.

mercoledì 29 giugno 2011

Puoi farlo ovunque, anche sotto l'ombrellone




Ma che avete capito? Parlo del mio lavoro. Che no, non si può fare sotto l'ombrellone. E neanche in vacanza, ne parlo qui. Ma non tutti lo sanno. Molti si ostinano a considerarti libera come l'aria e quindi...

Già.

Ma la bella notizia è che adesso sono cresciuta.

E non me la prendo più.

More or less.

Me ne rendo conto quando, dopo due giorni di mare, saluto le amiche che rimangono ancora qualche giorno a rosolarsi al sole (arg!! Che invidia!) e loro mi pregano di rimanere...

"Vorrei, ma devo lavorare", dico.

"Davvero!", aggiungo.

"MA TI METTI QUI SOTTO L'OMBRELLONE, TANTO CON IL TUO LAVORO LO PUOI FARE...".

E rieccoci. La bistrattata vita della freelance.

Un lavoro dove la concentrazione è tutto anche se si parla di bikini o depilazione... io posso farlo tranquillamente sotto l'ombrellone!!! Ma certo...

Mi chiedo solo:

Se poi durante un'intervista con un direttore di una multinazionale si sente lo splash dei tuffi... che dico? Mi è caduto il cellulare in una vaschetta con l'acqua che tengo qui sulla scrivania?

E... perché mia dovrei tenere una vaschetta con l'acqua? Per rinfrescare le dita dopo una lunga digitazione sulla tastiera? Mah!

Se durante la suddetta intervista un bambino mi tira un gavettone (al mare capita)... che faccio? Mi tengo per me tutti i santi del paradiso che stavo per far scendere (be', un modo alternativo per evitare di imprecare...)

E se, così proprio perché non capita mai, venissi interrotta ogni 2 secondi dalle chiacchiere da ombrellone (tipo: mi passi la crema solare? Fra, quando ti vieni a fare un tuffo? L'hai visto quello che è passato?)?

Ma poi basta con tutti questi SE.

Ora che sono soddisfatta. Sicura. Più definita.

...

La risposta è: NOOOOOOO!!! Non posso lavorare sotto l'ombrellone, CAPITO???? :-)


mercoledì 15 giugno 2011

E se un ex fa capolino da un pezzo?


Cosa succede se grazie ad un articolo cerchi spunti tra le tue esperienze e poi (così, perché sei curiosa, mica ficcanaso!) googli le persone con cui le hai condivise?
Eh... Ad esempio potresti scoprire che un tuo ex si è sposato, e con un grande pezzo di gnocca!!

Ma poi, a dire il vero, non succede niente.

O quasi.

Da brava vecchiettina trentenne pensi prima al tempo: quanto ne è passato da quando ti davi appuntamenti improbabili alle 4 di notte con quel tipo che ora vedi in doppio petto e la faccia da ebete nella navata di una chiesa?

Quante strade hai scartato per scegliere la tua?

Poi pensi alle affinità: ma che c'entravo io con questo? Ora nulla. Ma ieri?

Dunque pensi a te stessa: ma quante donne sono stata in una sola? L'adolescente inquieta, la ventenne scoppiata, la trentenne finalmente equilibrata, la figlia modello, la figlia menefreghista, l'amica da emulare, l'amica da non frequentare...

Aiutooooo!!!

Ok, ora mi è più facile capire perché tutte queste voci ci hanno messo tanto ad andare d'accordo dentro di me ;-)

E mi chiedo se basti una promessa più grande di noi (anche se suggellata da un anello brilloccoso) ad acquietare le voci contrastanti delle persone ho conosciuto.

O se è stato un vero e intenso percorso a portarle fin là.

Lo spero.

Ma da brava vecchietta trentenne non ci metterei la mano sul fuoco.




sabato 11 giugno 2011

Voglia di evadere (nel traffico di Roma)


Succede sempre.
È venerdì e sto tornando a casa.
I pensieri frullano, la settimana lavorativa è agli sgoccioli.
Nella mia testa si intrecciano i TO DO con in WANNA DO.
Ed è qui che entrano in campo i Joy division, con Disorder.
1-2-3-4-5- sali sali volume...

I've been waiting for a guide to come and take me by the hand

I programmi vanno a farsi benedire, mi godo il momento mentre il traffico lascia spazio ad un tramonto romano

Could these sensations make me feel the pleasures of a normal man?

Solo musica, dita che tamburellano, testa che si muove

These sensations barely interest me for another day

E i pensieri scorrono fluidi, completamente diversi da quelli di qualche minuto fa

I've got the spirit, lose the feeling, take the shock away

Aderenti a me stessa circumnavigano le zone d'interesse: penso ai viaggi, alle vacanze che ho appena fatto e a quelle che farò.

Alla persona con cui le farò.

Con cui divido la mia vita.

Penso alla mia vita.

I've got the spirit, but lose the feeling

Penso alla pancia di mia madre: era quella una garanzia di costante appagamento?

I've got the spirit, but lose the feeling

O ci si può provare adesso, qui, ora

Feeling, feeling, feeling, feeling, feeling, feeling, feeling

Almeno provare

Feeling, feeling, feeling, feeling, feeling, feeling, feeling...

Ok, ci provo.

lunedì 6 giugno 2011

Vado in vacanza quando mi pare (ossia mai)


La cosa bella di essere una libera professionista è che già dal nome lo dichiari a piena voce: SEI LIBERA!

Ma attenzione: basta poco per farsi prendere dall'euforia ed immaginare spiagge deserte, noci di cocco, il tutto fuori stagione mentre gli altri stanno schiattando davanti alla scrivania...

Invece leggi bene la seconda parola. Sei una PROFESSIONISTA.
Che vuol dire? Che nella spiaggia caraibica ci puoi anche rimanere 365 giorni l'anno ma la scrivania te la devi comunque portare dietro.
E se ci pensi pesa. Fa caldo a vederla. Inizi a pensare che non te la scolli mai di dosso.
Ma tant'é!

Dunque eccomi qua in vacanza a giugno che neanche i bambini (che fino al 9 sono ancora a scuola) con sacca da mare in delizioso sangallo (si scrive così?), ballerine in PVC che tutti mi fermano ("Oh, che belle! Ma dove le hai comprate? Ma quanto le hai pagate?"), smalto glamour (tre ore per metterlo, ed è bello solo da lontano) e... computer come protesi.

Buona giornata a tutti!

domenica 15 maggio 2011

to do list DOPPIA


Si dice che i freelance non possano fare a meno di una to do list quotidiana.
È vero.
Cosa ci fanno, però, non è cosa nota ma assolutamente soggettiva.

Parlo di me: le mie liste di cose-da-fare durante la giornata ci sono, certo, ma sono sparse per casa, nelle borse, accartocciate, dimenticate, spuntante SEMPRE a metà.
Farle è indispensabile, seguirle impossibile.

Allora mi sono chiesta... come farle funzionare in maniera creativa? Farle diventare, insomma, un gioco?
Guardo quella di oggi (non facciamo commenti sul fatto che è domenica ed ho una lista anche per i festivi... ):
- scrivere un pezzo+ due testimonianze
- prendere appuntamento per due interviste
- fare delle ricerche
- fare una lista (ma che, l'ho messo nella lista? So' scatole cinesi 'ste liste??) delle cose da fare la prossima settimana

Ok, mi sono lasciata un po' di cose indietro e recupero nel we. Ci sta. Diciamo.

Ma da domani ho deciso di cambiare: farò DUE liste, una delle cosa DA FARE ed una delle cose che VOGLIO FARE.
E poi proverò ad equilibrarle per tutta la giornata.

Funzionerà? Oh, almeno potrò dire di averci provato!

martedì 10 maggio 2011

La mappa del tesoro


Siete a caccia di benessere?
Cercate la vostra strada nella vita?
Non sapete dove sbattere la testa?

Io, che a giorni alterni rispondo sì a tutte e tre le domande, ho trovato un giochino simpatico da fare per sbrogliare la matassa di pensieri, desideri, riflessioni che mi accompagna tutti i giorni.

Si tratta di una cosa semplice semplice dal nome simpatico: mind-mapping.

Occorrente:
- 1 foglio bianco
- 1 penna

Adesso: pensate ad una parola che vi dia una sensazione di benessere.
Mumble, mumble... mela? Cicogna? Facciamo "equilibrio".
Scrivetela al centro del foglio.
Quali altre espressioni vi fa venire in mente questa parola? Lavorare 8 ore al giorno (non di più!), meditare, curare il giardino...
Tracciate un collegamento sul foglio tra la parola principale e le nuove espressioni.
Bene, questa dovrebbe essere la mappa del "tesoro".

Perlomeno la mia. Peccato che non abbia il tempo di seguirla.
...
E se fosse "tempo" la parola da mettere al centro della mia pagina?

Mumble, mumble...

Mumble...

...

..

.

Appunto, tempo scaduto. Al prossimo post!




venerdì 29 aprile 2011

Bucolicamente parlando


Cosa succede se lasci una nevrotica freelance per un'intera settimana nella campagna senese?

Minimo, quando si ritroverà da sola dopo due giorni di feste pasquali con parenti&amici,verrà bombardata dai suoi pensieri più ansiogeni lasciati da parte, dietro alle corse forsennate per consegnare l'ultimo pezzo prima, e alle corse forsennate per preparare la valigia e partire poi.

A questo punto... Avete presente quelle sonore sberle in faccia che arrivano quando meno te l'aspetti e che portano prima ad una crisi personale (don't worry, siamo vaccinati), poi ad una crisi di coppia (vaccino fatto anche qui) e per non farci mancare nulla ad una crisi lavorativa (maddai??? Oh, non la conoscevo questa!).

Ecco, diciamo che ho ancora la guancia indolenzita.

E questo mi fa capire che non appartengo a quella categoria (esiste?) per cui basta dire vacanza per essere felici.
Vivo di momenti (Urg! Romantica o patetica? Dite voi), e me li tengo stretti.
Felici, contorti, divertenti o folli che siano.


martedì 19 aprile 2011

Talenti underground


Metti una sera a Trastevere, qualche anno fa.
Metti tre tipi in giro per viottoli e stradine.
La Sgrinfia. Il Bafefit. Ed io.

"A Fra ma n ce credo che scrivi per Cioé! Mi sono sempre chiesto... ma cosa rispondi a chi ti dice che è rimasta incinta con un bacio?"
"Di mettere un preservativo in bocca?!"
"O di ripassare le istruzioni per il bacio a pagina 10?!"

Con una disperazione liquida e frizzante nelle vene, ironizzavamo sulle nostre vite difficili, sui percorsi che non sognavamo ma che ci siamo ritrovati a vivere.
Spesso insieme. Ma anche separati, incazzati neri con noi stessi e con il mondo.

E adesso metti una sera da Mondo Bizzarro. Oggi.
Alla mostra di Bafefit. Emozionato. Innamorato. Riconosciuto.
Un talento che il Paris Match descrive così: "...il bianco e nero del suo segno riesce a contenere tutti i colori che è possibile esprimere con le emozioni".

Come fare a non pensare a noi tre?

Torno a casa in un tramonto rosa e pesca.

Radiosa. Malinconica. Ma incredibilmente piena di vita.

ps immagine: L'Acchiappastelle (ink on paper), Bafefit.










venerdì 15 aprile 2011

Questione di lifestyle


Avete presente le amiche? Quelle vicine vicine? Quelle che non giudicano (come no!?) ma danno giusti consigli e sante opinioni? Bene.
Il we scorso sono uscita con due di loro, venerdì sera (che per me è già week-end), nelle prime ore di ossigeno dopo una settimana lavorativa al cardiopalma.

Energia per far festa? Non pervenuta.
Fantasia davanti al guardaroba? Come sopra.
Mestizia davanti all'abbandono del cucciolo (ok, partner) a casa? In salita.

Ma ho radunato le forze e mi son detta: "Cacchio, è venerdì sera!".
E così ceniamo: una attaccata all'IPhone, l'altra pure. E dunque anch'io.
Chiacchiere dimezzate.
Occhio a mezz'asta.
Lo ammetto, alla prova del cinema non ho resistito! E mi sono data a gambe.
La sentenza è stata unanime: "A Fra, ma c'hai lo stile di vita di mia nonna!".
E sono tornata a casa con la coda tra le gambe. LEGGERMENTE indispettita.

Poi è arrivato il sabato e una giornata bellissima: giornali, caffè, sole, yoga, giardino...

Si, forse il mio stile di vita è cambiato.
Forse i locali, la folla, il casino non mi interessano più come prima.
E il venerdì sera non sono neanche da cinema.
Ok, tolgo il forse.

In compenso vivo giornate meravigliose facendo cose che amo.

Così è spuntato un pensiero: "Ma se la nonna di E. vive davvero così... lo sai che penso? BELLA PER LEI (E ANCHE PER ME)!!!".

domenica 27 marzo 2011

Proposte, riviste, interviste... ma soprattutto tante IDEE!

Domenica sera e sono pronta all'immersione.
Riviste, youtube, vita vissuta e ascoltata, non si sa mai da dove può uscir fuori una buona, ottima, spettacolare idea (il film "Una donna in carriera" docet).
E poi stasera mi sento carica.
Piena di buoni propositi.
Ce-la-posso-fare.

Dunque: idee venite a me!
...
Idee, eccoci!
...
...
Idee, su!
...
...
...
Ideeeeeeeee?
...
...
...
...
Al loro posto arriva Morfeo, mi prende per mano e mi allontana dal blocchetto degli appunti.
Cedo, piuttosto facilmente.
Ci vediamo domani ;-)

lunedì 21 marzo 2011

Invidia


In-vi-dia.

Provate a pronunciare questa parola lentamente. Sillaba per sillaba. Sentite come esce fuori.
È il respiro ansimante di un toro nell'arena. È il fumo condensato della prima sigaretta del mattino.
Pronunciarla semplicemente, a volte, è una liberazione.
Nel mio lavoro di invidia ce n'è molta. E si sente. Te la trovi puntata addosso in una conversazione tra colleghi. Ti punge la schiena leggendo delle righe che ami. Ma che non sono tue.

Ti consola sapere che se è scritta sul vocabolario è umana. Ma in fin dei conti non rallegrarti troppo, perché trattarla è come pettinare una chioma indomabile: cosa dura, lavoro di pazienza e di fino.
Io ho trovato la mia soluzione e credo sia utile condividerla. Si racchiude in una parola che è ammirazione. Tradurre l'invidia in ammirazione non è automatico e neanche facile. Ma necessario e utile per vivere e crescere.
Per portare l'acqua al proprio mulino anche quando ci si sente indefinite e stanche. Quando il confronto diventa sfiancante perché non sai piú chi sei e dove vai. Sai solo chi non sei. E vorresti essere.

Ma poi.
Ma poi...

C'é la musica. Quella solo tua. Quella che vibra ed esce forte dalla tua anima. Quella che ti fa entrare in contatto con il mondo e con il divino.

E allora l'invidia è un percorso, un fiume che porta verso il mare.
È buona, è vita. E, per assurdo, è anche utile.

mercoledì 16 marzo 2011

Yes, I've been there


Si, sto leggendo Mangia Prega Ama.
Si, anche nelle letture sono clamorosamente in ritardo (si vede dalle polverose pile di libri accantonate ai piedi del letto).
Ma chissenefrega? Mi piace questo ritmo slow nel tempo libero, regalo dei miei trent'anni.

Si, I've been there, spiega la protagonista di MPA. È questa la frase che si dice in inglese per consolare una persona che soffre. Non ti preoccupare, io lì ci sono già stato. E da lì se ne può uscire. Anche bene, arricchiti e fortificati.

Ecco, questa frase mi piace. Me la vorrei ripetere come un mantra nei momenti ansiogeni (lavorativi e non) in cui ti senti perso e solo e sbagliato. E regalarla a chiunque ne abbia bisogno.

Yes, I've been there.

domenica 16 gennaio 2011

Leggermente fuori tema: quando un attacco non arriva...


... E mi trovo a scrivere di me.
E allora eccolo qua: un attacco che non verrà pubblicato ma che a me piace.

Capita. Di tornare a casa e trovare le luci spente. Di piombare nel buio quando si cercano parole. Di sentirsi trafitti dal silenzio quando vorremmo essere travolti da un’ondata di colori. Così l’antidoto alla solitudine, la ricetta facile e sincera, in questi anni scapestrati e duri, potrebbe essere cambiare rotta. Uscire di casa. E convivere. Ma no, il fidanzato lasciamolo a casa sua. Sta bene lì. Al suo posto, mettiamoci uno, due, tre, ma anche quattro o cinque, vi prego non di più, coinquilini.


Ops! Eccomi a 22 anni, uscita di casa con una macchina piena di vestiti.
E tra una fermata dalla zia, due da amiche e un po' di fortuna, sono approdata a Via Basento.
Ma questa è un'altra storia.

Vado a scrivere...



mercoledì 12 gennaio 2011

Pitti: le parole sono importanti!


Ahhhh... vengo da due giorni stressanti.
Maaaa... sono al Pitti con un'amica!

E devo dire che ora che sono in albergo a scrivere nella quiete della hall con una bella finestra ricca di sole (non facciamoci troppi film, qui nella periferia di Firenze, nell'albergo azzeccatissimo scelto da Francy B., ieri sera era zona di prostituzione... mi sono catapultata dal taxi all'albergo in meno di un secondo!) mi sento proprio leggera!

Soprattutto dopo le frasi registrate tra ieri ed oggi, che riporto qui.
Perché, proposito dell'anno nuovo, me le voglio ricordare.
Alcune danno sprint, fanno bene, sono un balsamo. E sono di oggi: "Mi fido talmente di te". "Ormai hai fatto tuo il nostro stile".
E poi, ieri sera quando mi lagnavo di aver perso un file di lavoro: "Vuol dire che puoi farlo meglio".
Sentirle da persone che non siano il mio povero fidanzato abbastanza stressato dalle mie paturnie, fa bene.

Altre frasi: "Ho rimestato, tagliato, sacrificato quasi per intero due capitoli, un po' banali".
Capita. E amen.


giovedì 30 dicembre 2010

vita da freelance


Mi chiedo: continuare o no questo blog?
Devo dire che scrivere un diario mi piace ma i propositi di questo blog non li ho mantenuti.
Scrivo poco e poco di quello che mi ero proposta.
Non dovevo mettere tutto quello che c'è dietro alla vita di una freelance? Tutto quello che non riesce ad entrare in un articolo? E non si tratta di frasi tagliate...
L'eccitazione, certo: per un nuovo argomento, per una nuova immersione in qualcosa di sconosciuto.
La frustrazione: perché sei sempre dietro all'ultimo pezzo ma poi... ti chiameranno? I libri venderanno? E quanta gente c'è che vuole scrivere?
La condivisione: scoprire che ogni storia è speciale unica. Fare un po' la "portiera", entrare nella vita degli altri.
Il divertimento: ma quante cose buffe succedono mentre cerchi materiale per un pezzo?
Si, insomma, ce n'è.
Ma soprattutto c'è la vita che scorre. Per tutti. Ed è degna di essere raccontata.
Allora eccomi qua. Per me e per chi vuole entrare nella vita di una freelance.
Alla Carrie Bradshaw? Alla Fallaci? No, a modo mio ;-)

domenica 21 novembre 2010

Jeans!


Caro blog ti scrivo... così mi riscaldo un po'.
No ok, qui il caldo non manca ma piove a catinelle e, insomma, non vorrei proprio star fuori. Scrivo dalla nuova casa, dalla sua. Quella che ora è diventata nostra.
Mmmmm... che strano!
Dovevamo trovare un castello, un terrazzo, uno studio, tanto spazio per la mia e la sua libertà e invece siamo qui. In una casa piccola piccola e, incredibilmente, stiamo bene.
Insomma, l'importante è organizzarsi ;)
Ma la finisco subito con l'economia domestica e passo la palla al lavoro: sono qui con Jeans, una nuova avventura... che mi porta a guardare con orrore questa foto: sapete a chi sono appartenuti questi pantaloni, i primi jeans della storia o quasi? Cliccate qui!